Come il vento mi dai inferno e paradiso dentro, bene e male uniti in un momento.
(Come il vento - Lucio Dalla)

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13 Aprile 27 Giugno

Salonicco

Il traghetto esce dal porto di Ancona nel pomeriggio di sabato. Sono con la c1 piena ovunque. Ho appuntamento per il l'alaggio il 29. Alaggio che verrà rinviato al 30 visto che il 28 è Pasqua Ortodossa. In macchina ho quelle solite provviste alimentari che ho difficoltà a trovare in Grecia come ad esempio il vino rosso e la cioccolata fondente spalmabile Venchi, ingrediente importante per la mia colazione preferita. Inoltre è piena di cose che mi servono per i lavori in barca: antivegetativa Venox, il motore del salpancora, cime e attrezzi vari. Per andare a Salonicco, da Igoumenitsa si prende l'autostrada Egnazia Odos. Sono poco più di 300 km che servono per attraversare l'Epiro e la Tessalia per raggiungere la Macedonia. Un'autostrada in ottimo stato che si alza in quota fino a raggiungere quasi le vette innevate, attraversando numerosi fiumi e torrenti: un'altra Grecia. Per farla tutta costa circa 7 euro, da pagare in quattro piccole rate presso altrettante barriere presiedute da gentili cassiere. Benvenuto in Grecia.
Iside sembra aver passato indenne gli ultimi sei mesi da sola in acqua. Non ho mai avuto dubbi, da questo punto di vista il marina di Salonicco è una garanzia. A Pasqua mi invitano a pranzo i miei due amici Costas e Alexandros di Animos, un bar dove son solito prendere il caffè la mattina. Evento simpatico in compagnia di giovani.
L'alaggio avviene senza problemi, George, proprietario di Yachting Solution mi ha procurato la sella. L'antivegetativa ho deciso di farla dare a loro. Rimuovere la mia vecchia antivegetativa fa tanta polvere e visto che le selle vengono poste a bordo banchina temevo che senza opportuno aspiratore ci sarebbero state contestazioni. Io ho pensato a riportare a nuovo l'elica, a cambiare la cima avvolgifiocco, a montare il salpancora ecc. Dopo aver sistemato Iside sulla sella ho subito notato la sorpresa dietro l'elica del Saildrive. Un filo attorcigliato di quelli usati per certe reti da pesca. Un rapido controllo all'olio che era completamente emulsionato con acqua e di colore bianco crema non lascia dubbi: paraoli da cambiare, se va bene. Fortuna nessun danno agli ingranaggi. Dopo un colloquio con un meccanico consigliatomi da George che non mi ispirava alcuna fiducia chiamo Antonio che conosco dall'anno scorso e che tempo di due giorni e con una modica cifra di 160 euro sistema tutto. L'8 Maggio, Iside era pronta per il varo. Nel pomeriggio era già al suo ormeggio. Il service al motore l'avevo già fatto prima dell'alaggio. Quest'anno ho cambiato anche la girante della pompa autoaspirante. Si bloccava e non ne voleva più sapere. Insomma la barca è peggio di una casa, ce n'è sempre una.
Intanto procedo con il mio lavoro di sviluppo del mio programma e il giorno per tornare a casa con la macchina si avvicina. Prima però vorrei fare un salto a vedere le Meteore che sono in Tessalia qui vicino. Posto affascinante in un contesto particolare. Monasteri posti in posizioni inattaccabili. Lo dice il nome: nell'aria.
Nel viaggio di ritorno a casa, non potevo non fermarmi a vedere gli scavi archeologici di Dodoni. Il contesto in cui si trovano e la presenza di solo un paio di visitatori aggiungono ancora più fascino al sito. Che bei momenti di vita che mi regala la Grecia. Dopo due settimane a casa e un breve salto a Zurigo ritorno a Salonicco con l'aereo partito da Orio al Serio. Il programma prevede ancora un paio di settimana di lavoro all'aggiornamento del mio software e poi vento permettendo lasceremo io e Iside definitivamente il marina: sabato 29 giugno. Non mancheranno delle veleggiate nel golfo di Salonicco durante i weekend. Quando tira un po' di vento è divertente, visto il fetch ridotto si forma poca onda. E poi è bene tener pulita la carena, e il modo migliore per farlo è uscire. Prima di partire ho rinnovato il Dekpa. Mi chiedo sempre cosa ci fanno ogni volta con quel pacco di fotocopie che fanno a tutti i miei documenti. Hanno controllato anche la ricevuta e il modulo della nuova tassa Tepai che avevo pagato già a metà maggio. Per la mia barca sono 25 euro al mese e se si fa annuale si ha uno sconto del 10%. Da una parte mi fa piacere pagarla. Mi sentivo in colpa ogni volta ormeggiare gratis nei porti e spesso anche con acqua e luce gratis.

La grande via che porta in orienteCostas che prepara carne alla brace per il pranzo della Pasqua ortodossaVaro di Iside al marina di SaloniccoVeleggiata nel golfo, Il monte Olimpo ancora innevato sullo sfondoI monasteri sospesi nell'aria. Le MeteoreI monasteri sospesi nell'aria. Le MeteoreIl teatro dell'area archeologica di DodoniUltimi tramonti dal posto barca del marina

28 / 29 Giugno

Nea Skioni

Ero incerto se lasciare la marina di Salonicco venerdì o sabato. Man mano che si avvicina la data, le previsioni son sempre più precise. Preferisco venerdì con un vento di poppa piuttosto sabato con un pomeriggio al vento di prua. Il tratto più lungo di questa pagina del giornale è quello oggi. Da Salonicco a Nea Skioni, sono poco più di 60 miglia. Nel porto trovo posto vicino a dei tedeschi. Vedo che la loro ancora tira dal lato del posto libero nel quale vorrei entrare. C'è spazio e io mi metto il più distante possibile per evitare l'incrocio delle catene. Un giro per una birra, cena in barca e poi in cabina. Sono stanco e la mattina mi ero svegliato presto. All'una sento dei rumori: il vento e un motore di una barca. Ecco è successo. L'ancora dei tedeschi si è spedata. Dalla loro lentezza di reazione, capisco che avevano anche bevuto. Nel tentativo di rifare la manovra, non riescono a tirarla su. La catena era incrociata con la mia! Nulla da fare, viene spedata anche la mia. Io la comincio a tirare su e alla fine viene su anche la loro catena attorcigliata con la mia. A fatica riesco a liberarla e finalmente la smettono di spingermi sul peschereccio alla mia dritta. Il vento, mi diranno dei vicini di barca Italiani, (Gianni con la barca Onda) era sopra i 15 nodi. Sufficienti per un casino. Solo alle 2.30 riusciamo a mettere in sicurezza tutto. Proverò a dormire, ma senza successo! Alla luce del giorno controllo tutto quanto. Fortunatamente, per quello che era successo, nessun danno serio ne alle persone ne alle barche. Io me la sono cavata con due candelieri piegati. Sabato ancora perturbato quindi rimango a Nea Skioni. Da domani il tempo volgerà al bello e forse finirà anche questa parentesi sfortunata.

Porticciolo di Nea Skioni. Quella a sinistra è IsideI due candelieri danneggiati. Quello verso poppa è quello peggio.Busta di plastica tirata fuori dall'acqua. Pericolosa per la navigazione.

30 Giugno

1 Luglio

Sintonia,

Baia Sikia

Dopo una notte tranquilla e di recupero, la mattina lascio Nea Skioni. Fuori dal porto il vento sui 10/15 nodi viene da Nord. Quindi apro subito randa e fiocco e spengo il motore. Avvicinandomi però all'estrema punta orientale Paliouri della penisoletta Kassandra, le cose cambiano. Il vento inizia a fare capricci e arriva da direzione e intensità variabili. Quindi procedo con il motore fino a Porto Koufo che si trova sul lembo meridionale della penisola di Sintonia. Devo subito dire che Sintonia è più bella di Kassandra e offre più posti dove fermarsi in ambienti verdi e incontaminati. Porto Koufo è tra i più maestosi porti naturali del Mediterraneo. Per le barche come la mia, dotata di un'ancora con 50 mt di catena, ha però un problema: la profondità per l'ancoraggio è ovunque sui 12/15 metri. Mi fermo lo stesso, faccio pranzo, poi faccio un giro per vedere se è possibile l'ormeggio vicino al molo, ma inutile dirlo, era pieno di pescatori locali. Visto che è presto e il vento (da est) si calmerà decido di andare nella baia Sikia sul lato orientale della penisoletta. Il giro attorno alla punta meridionale con le sue vette che sprofondano nel mare è molto suggestivo. Anche Sikia sorprende per la sua intatta natura. Spiaggette ovunque per ancorare e fare il bagno. A sud della Baia un molo sul quale poter ormeggiare e che all'interno offre un discreto ridosso. Dopo una notte riposante al mattino faccio il giro della baia, tra l'altro alla ricerca di un fruttivendolo. La stradina che circonda la baia passa davanti ad una serie di piccoli campeggi. Poche case e ben tenute, tutte attrezzate molto bene per accogliere i bagnanti. Alla fine decido di rimanere ancora una notte ormeggiato al molo, per un bagno e qualche camminata prima di intraprendere la prossima navigazione. Akti con il monte Athos e i suoi monasteri mi sta aspettando.

Porto Koufo - SintoniaIl maestoso Monte Athos - Penisola AktiMolo nuovo di Scala Sikias - Iside rimasta solaBaia Sikia. Angoli di spiaggia dove ancorarsi.

2 Luglio

Penisola Akti

Nel nord dell'Egeo andare da ovest verso est è un po' come nel resto dell'Egeo andare da sud verso nord. I venti tendono a venire da nord est con preferenza a girare da est. La mattina lascio il molo di Skala Sikia dirigendomi verso la punta meridionale della penisola Akti, con il monte Athos minaccioso di venti catabatici. Le cose sono andate meglio del previsto, riuscendo a fare anche una bella veleggiata di bolina. Il monastero più maestoso della penisola è senz'altro quello di San Simone sul lato occidentale della penisola a sei miglia dalla punta Pinnes. Quindi visto che il vento stava crollando, viro verso nord est e lo raggiungo. In effetti è maestoso. Costruito su un roccione inaccessibile. Se non avessi visto questo monastero, il giro della penisola Akti, alla ricerca dei monasteri ortodossi, sarebbe stato quasi deludente. Gli altri sono a livello del mare e di dubbio valore estetico.
Girando lungo le pareti meridionali del monte Athos, si vedono delle suggestive capanne di eremiti, ospitati dai frati di monte Athos.
Le sei miglia della sponda meridionale della penisola sono all'insegna dei 20 nodi di fronte. Così è la vita. Dopo aver virato per costeggiare la costa orientale il vento si calma per dare inizio ad un'andatura fastidiosa con forte rollio, dovuto alle onde di un mare ormai carico di energia, andatura che mi accompagnera fino a Ormos Platy. Qui, in uno scenario incantevole passerò la notte. Io solo con Iside in un contesto naturale da paradiso terrestre.

Monastero San Simone costruito sul roccioneMonastero penisola Akti Monte AthosCase di eremiti sulla parete del monte AthosOrmos Platy, Penisola Akti

3/4 Luglio

Taso

E' difficile lasciare posti come Ormos Platy.
Dopo un tè sorseggiato con molta calma, accendo il motore e metto rotta su Taso, l'isola greca più a nord. Dopo sei ore di andatura a motore, con sostanziale assenza di vento, vedo i traghetti nel porto. Taso è molto verde: pini, querce, ulivi. Si intravedono anche parecchie spiaggette allestite di sdraio ed ombrelloni. A due miglia dal porto, per la prima volta dopo tanti anni di Grecia, mi si avvicina una motovedetta della guardia costiera. Si attacca alla mia barca e comincia a chiedere di tutto, libretto, Depka, Tepai, passaporto, controlla estintori e fuochi. Tutto bene tranne i fuochi, che chissà perché credevo più recenti invece erano scaduti da un anno!. Gentilmente senza applicarmi alcuna sanzione mi chiedono di comprarli a Taso e di portarglieli a vedere all'indomani.
Arrivo al porto nuovo e mi metto all'inglese sul molo. Ci sono anche altre barche. Per tutto il molo un solo rubinetto dell'acqua. Va bene che è gratis però è anche scomodo. Mi sposto con la barca vicino alla radice del molo per poter raggiungere con un paio di prolunghe il rubinetto.
Ho faticato un po' a trovare il negozio che vendeva i fuochi. Il venditore mi consiglia tre razzi e un fumogeno, dovrebbero bastare. Li porto alla guardia costiera dove trovo il militare di ieri che gentilmente verifica se per la mia barca da 9,61 mt sono sufficienti. Mi conferma di sì e mi dice che posso andare. A pensare che nel mio kit italiano per oltre le 50 miglia c'è una marea di roba!!
Taso è un paesino piacevole e con una buona vocazione turistica. Negozietti, taverne, bar. Dietro il vecchio porto si trova l'antica agorà. Come quasi tutte le isole greche anche Taso vanta una storia millenaria. Tra l'altro per pochi decenni fu posseduta addirittura anche dai genovesi. Seguendo una stradina che diventa scalinata, si sale sulla collina retrostante che porta prima al teatro greco, in restauro, e poi alla vecchia Acropoli dove non è rimasto molto, ma il panorama è ancora stupendo come tremila anni fa.
Iside al porto nuovo di TasoLa vecchia Agorà di TasoTeatro greco a Taso, in restauroPanorama dall'Acropoli sopra la collina
5/6 Luglio

Samotracia

Andare verso est nel nord dell'Egeo è un po' come andare verso nord in tutto il resto dell'Egeo. I venti prevalenti vengono da est/nord est. Fortuna che l'intensità dei venti, in questi giorni, è a regime di brezza. Per raggiungere Samotracia cerco di sfruttare il vento anche se ciò comportava scadere un po' verso sud. Raggiungo il porto di Kamariotissa nel pomeriggio, ma nulla è come dice Rod Heikel nel suo portolano, un tempo la bibbia dei naviganti dei mari ellenici. Il molo nord era occupato da una nave militare lasciando pochissimo spazio alle barche in transito. Dopo un paio di giri per il porto capisco che altre due imbarcazioni, più lunghe della mia, avevano lo stesso mio problema. Si faceva i conti con l'arrivo e partenza dei traghetti per trovare un posto per la notte. L'ho vista dura. Poi noto che in fondo al molo nord pur riducendosi la profondità (addirittura si vede un masso all'angolo), ci poteva essere spazio per la mia piccola Iside. Ci provo ad entrare di prua lentamente per mettermi all'inglese e vedo che comunque l'ecoscandaglio non scende sotto i 2 metri. Alla fine riesco a sistemarla bene. I vantaggi di una piccola barca! Kamariotissa da subito l'idea più spartana e meno turistica di Taso, pur non mancando i soliti locali a ridosso della banchina del porto. Il giorno successivo la dedico alla visita della Chora di Samotraki e l'area archeologica del Santuario dei Grandi Dei. C'è un servizio minipullman che dal porto porta alla Chora. Da lì procedo a piedi con una camminata di 3,5 km verso il sito, che si trova a nord verso il mare. Volevo camminare un po'. Era presto e si respirava l'aria fresca proveniente dal mare. Il ritorno è stato molto più impegnativo, sia per la temperatura più alta sia perché si tornava in salita. Ritorno alla Chora dove, prima di fare un giro, mi riposo seduto al tavolo del caffè sotto l'ombra di un platano. Samotracia è un'isola fuori dalle rotte del turismo di massa. E' un po' come tornare alla Grecia conosciuta venti anni fa. Esperienza con indubbio sapore positivo. Arrivo a Samotracia. La vetta del monte Fengari raggiunge quota 1600 metriLa piccola Iside ormeggiata all'estremo del molo nord.Lo Hieron del Santuario dei Grandi DeiChora di Samotracia con resti del castello.
7 Luglio

5 Agosto

Lemno

Il vento mi accompagna con i suoi 5-10 nodi verso Lemno, ciò significa stare in barca in assenza di vento o quasi. Già prima di pranzo do fondo nella baia Hefaistia nel piccolo golfo a nord dell'isola. Una baia offre un buon ridosso da nord est, anche se le previsioni parlano di regime di brezze. La baia è grande, ci sarebbe posto per una trentina di barche ma rimarrò solo. Segnale telefonico zero. Un piccolo paesino fantasma si affaccia sulla baia e in fondo una spiaggia con un bar. Più tardi farò un salto a terra con il tender.
Dopo una notte tranquilla, in assenza di vento, accendo il motore e raggiungo Mirina, il capoluogo dell'isola, il posto più vivace. Nel porto c'era giusto un posto per me. Butto l'ancora ad una quarantina di metri dalla banchina e mi avvicino lentamente. L'ambiente è gradevole: atmosfera tranquilla, colonnine acqua e luce, il tutto sotto un grande e bellissimo castello. I prossimi giorni avrò tempo di esplorare il castello e i dintorni. E avrò tempo di finire le ultime cose sull'aggiornamento di AddCAD.
I delfini mi fanno strada verso LemnoTramonto nella baia Hefaistia. LemnoMirina vista dal castello verso nord.Mirina vista dal castello verso sud. Tra le barche del porto Iside.