“Pensava sempre al mare come a la mar, come lo chiamano in spagnolo quando lo amano. A volte coloro che l’amano ne parlano male, ma sempre come se parlassero di una donna.”
(Il vecchio e il mare - Ernest Hemingway)


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Samos

18 Febbraio - 14 Aprile

La parte più noiosa del viaggio da casa a Samos è il pullman in notturna da Grottammare a Fiumicino. Poi il volo con scalo ad Atene non ha lunghi tempi di attesa. Ad Atene qualche goccia la faceva, a Pithagorio il tempo era discreto ma fresco. La prima cosa che ho fatto, è tirare fuori dal fondo a poppa il piccolo radiatore ad olio da 800 W. Mi terrà compagnia fino ai primi d'Aprile.
Quest'anno ho in programma una serie di manutenzioni e controlli. L'anno scorso sentivo un rumore nell’albero, del quale non riuscimmo a capirne l'origine. Saranno le sartie da cambiare?
Ad ogni buon fine devo raggiungere il cantiere Aris di Karlovasi. Aris è anche il nome del titolare. Nel weekend armo il fiocco. Non ci penso nemmeno alla randa, visto che la barca va in sella per un po' e che bisogna tirare giù l’albero. L'idea è di partire lunedì mattina. Dalle previsioni sembra l'unico giorno accettabile. Viene a farmi compagnia il mio amico, vicino di barca, Joerg. La navigazione è piacevole e arriviamo nel primo pomeriggio. Aris ci aveva consigliato di arrivare presto, in modo da alare la barca entro sera. Stare in acqua a Karlovasi è scomodo. Mi tira fuori, ma la prima notte la passo sulle fasce, non aveva ancora deciso dove sistemarmi.
I giorni successivi, dopo avermi trovato un posto, devo dire molto comodo, in particolare la scala, tiriamo giù l'albero per un'ispezione più profonda e per decidere il da farsi. Secondo Aris. il rumore proviene dall'interno dell'albero, probabilmente la canaletta dei cavi elettrici. Tutti mi dicono che le sartie sono nuove e mi sconsigliano di cambiarle. In definitiva, considerato anche che non mi trovo in un centro Selden, e quindi non mi fido più di tanto, non insisto per la sostituzione, e dopo tutti i controlli possibili, l'albero viene rimesso al suo posto.
I giorni seguenti saranno molto freddi e spesso piovosi. Diranno che si tratta del Marzo più freddo degli ultimi 35 anni. Troveremo dei momenti per applicare la nuova antivegetativa e poi aspetterò il giorno migliore per andare in acqua e partire. Nel frattempo riesco a sostituire il rubinetto della presa a mare del bagno, dare una pulita alle fiancate e a sostituire gli anodi sacrificali.
Il 4 marzo sembra il miglior giorno per andare via. Il ritorno sarà meno bello dell'andata. Qualche goccia d'acqua e due controlli in mare, uno da parte di Frontex e l'altro della guardia costiera. Tutti preoccupati per un eventuale trasporto di profughi dalla vicinissima Turchia. La permanenza al marina di Pithagorio fino al 14 aprile, scorre tranquilla. Il tempo verso fine marzo migliora decisamente. Le giornate passano tra il lavoro mio solito in barca e i vari lavori alla barca.
Quest'anno diverse novità. Il motore elettrico Torqeedo, con l'adattamento del fissaggio sulla barca, le nuove sedute a poppa, la sicurezza Walder per evitare strambate violente, sostituzione della boccola dell'asse del timone, sostituzione dei ricambi del trasto randa, cerniere e pompa WC Jabsco, luce esterna al Led, rifare cuciture del lazy bag e tendalini, sostituzione drizza randa e drizza gennaker. Dopo tanti anni era anche ora di cambiare i giubbotti di salvataggio.

Tanti regali per Iside quest'annoAlbero a terra per ispezioneLa comoda scala per salire in barcaTramonto nei pressi di KarlovasiPartenza dal cantiere Aris a KarlovasiLa prima colazione nel pozzeto del 2022Si sfruttano le prime giornate

Agatonisi e poi sorpresa

15 Aprile - 25 Aprile

Finalmente arrivano giornate più belle e più calde. E arriva anche Imma, la mia compagna di avventure. Volevamo fare la veleggiata di Pasqua per visitare alcune isole qui attorno che non avevamo visto l'anno scorso. Il tempo sarà bello anche se il vento andrà su e giù. Da domenica sono previsti rinforzi quindi partiamo venerdì mattina per Agatonisi. Una bella veleggiata e facciamo subito le 15 miglia di navigazione. Ci ancoriamo nella baia a sud, ad Agios Georgios. Tutto è ancora chiuso. L'atmosfera è bucolica. Il pastore che ad alta voce chiama le capre e le pecore che si trovano in giro per l'isola, è una scena indimenticabile. Fortuna che abbiamo viveri a sufficienza, e anche il vino non manca. All'indomani facciamo una camminata fin su al Mikro Choriò: una piazzetta ben piastrellata con letteralmente quattro casette attorno e un vecchio cane che ci viene a dare il benvenuto. Consiglio a tutti di arrivare fin lassù. Nel pomeriggio torniamo a Samos. Tutto a motore per mancanza di vento. I tre giorni seguenti li passiamo in Marina, facendo un giretto per l'isola ancora senza l'orda dei turisti. A Vathi troviamo anche un fornellino elettrico, utilissimo in barca. Voglio eliminare il forno a gas, inutile, e al suo posto inserire quello elettrico. E' vero che per usarlo occorre stare all'ormeggio, ma quello a gas non l'ho mai usato. Brucia sotto e sopra è freddo. Da giovedì in poi il vento sembra buono per veleggiare, continuerà per diversi giorni da nord con intensità tra i 10 e 15 nodi. Tornare poi da Lipsi sembra difficile per via della rotta verso nord. Così scegliamo di andare alle isole Fournoi. Una bella veleggiata ci porta a sud di Samos presso l'isola di Samiopola. Il vento si calma e io accendo un po' il motore. Dopo meno di un miglio, suona il cicalino di allarme motore! Subito apro il vano motore dopo averlo spento, e altrettanto subito vedo il serbatoio di espansione dell'acqua di raffreddamento vuoto. Aggiungo del liquido refrigerante ma niente. Come lo metto si svuota. L'acqua di raffreddamento finisce nello scarico! Addio Fournoi, si torna indietro. Apro il gennaker che nonostante i 5/6 nodi di vento al traverso ci fa fare quei due nodi, sufficienti per governare e fare rotta verso il ritorno. Il vento cresce un po' e arriviamo presto davanti al marina. Mi dispiace mio Volvo Penta ma 5 minuti ti devo accendere! Tempo di arrivare all'ormeggio tenendo rigorosamente bassi giri motore. Dopo 6 minuti spengo. Aris, il meccanico, viene la sera stessa. Notiamo che l'acqua raffreddamento non esce dal fascio tubiero dello scambiatore, quindi probabilmente è proprio nella scatola il problema. La sera successiva torna Aris con tutta l'attrezzatura e lo smonta. Abbiamo così la certezza. Occorre ordinare lo scambiatore nuovo (1.800,00 euro). A me e Imma non restano che piacevoli giorni di riposo a Pithagorio fino al 25 Aprile, data della sua partenza. Il mio volo invece è programmato per il 6 Maggio.

Iside nella baia di Agios GeorgiosSensore livello gasolio motoreUno scorcio sul mare a KokkariMotore Volvo Penta senza scambiatore di caloreUscite di Pasqua 2022

Samos

1 Giugno

5 Luglio

Il giorno successivo al mio arrivo, Aris viene di buon mattino con il suo aiutante, lo scambiatore, e l'attrezzatura da meccanico. Alle 11 il motore girava già allegramente come nuovo. Speriamo che per quest'anno finisca così. Cambio anche il sensore del livello del gasolio.
Ho portato anche i tubi del gas che andavano sostituiti. Mando in pensione la vecchia cucina col forno e sistemo il forno elettrico e una piastra a due gas al suo posto. Tutto sembra entrare perfettamente. Il forno elettrico cambierà la mia vita in barca. Il menù sarà più vario e gustoso. Sentirò meno il bisogno della taverna. I giorni passano lavorando al mio programma, i weekend li passo curando la barca. Così arriviamo a fine mese. Arriva Imma e siamo pronti per partire e lasciare Samos. Inizia così un periodo lungo tre mesi dove sarà Eolo a stabilire i nostri spostamenti. Infatti sembra che la giornata migliore per arrivare a sud di Khios sia Giovedì. Decidiamo di uscire Mercoledì e andare ad ancorare nella baia Ormos Mourtià che si trova all'estremo nord est di Samos. Da lì si può far rotta direttamente verso l'estremo sud est di Khios, una zona dell'isola con tre bellissime baie.

Luce di fonda lampeggiante Led autocaricabileSpiaggetta del marinaGas e fornellino elettricoConfronto vento Martedì e Giovedì

Khios

6 Luglio

15 Luglio

Purtroppo, a tutti i navigatori dell'Egeo è noto come sono ostiche le rotte verso Nord, d'estate. Il Meltemi soffia quasi sempre, e occorre sfruttare momenti e giornate con calma relativa, per affrontare vento e mare contro. L'ideale sarebbe navigare di notte, quando il vento si calma. Nelle ore centrali della giornata è quasi impossibile navigare verso Nord. Così usciti dalla baia Mourtià e messa la prua verso Khios, dopo un'oretta ci rendiamo conto che non era giornata. Cambiamo quindi rotta, e puntiamo su Karlovassi, che si trova a circa 20 miglia verso Est. Raggiungiamo verso le 15, il porto di Karlovassi, dopo una navigazione non proprio comoda. Karlovassi non ha un porto molto accogliente, ma alla fine ci sistemiamo a fianco dell'invaso di alaggio di Aris, che gentilmente offre acqua e luce per i nostri bisogni. Aris è il proprietario dello Yacht yard dove lascerò la barca il prossimo inverno. Un uomo con un gran cuore come tanti greci.
All'indomani partenza prima dell'alba per sfruttare un vento che oggi dovrebbe essere più docile. La navigazione prosegue con randa e motore con un vento da Nord che viene appena intercettato dalla randa. Arriviamo nella bellissima baia Emporio nel primo pomeriggio. Ci ancoriamo e con due cime ci leghiamo ad altrettanti scogli sul lato Nord della baia. Siamo sufficientemente dentro la baia, in modo da affrontare i successivi due giorni con vento moderato senza problemi. A terra troviamo delle taverne e un piccolo minimarket, che a dire il vero non è molto fornito.
I giorni successivi li passiamo facendo bagni in acqua cristallina e piena di pesci, e scoprendo un po' dell'entroterra. Salendo in alto verso l'area archeologica dei primi insediamenti umani sull'isola, si hanno viste mozzafiato sul mare e sulle valli piene di lentischi per la raccolta del mastice dop di Khios.
Quest'anno per andare a terra con il tender ci serviamo del nuovo motore elettrico Torquedo che si è rivelato affidabile e di buona autonomia. Poter muoversi nelle baie silenziose senza il rumore del motore a scoppio è un'esperienza che vale il prezzo pagato. Lunedì mattina sembrava il giorno giusto per portarci un pezzo verso Nord. Volevamo raggiungere le isole Oinusse, ma appena usciti dalla baia, non riusciamo a superare 3 nodi a motore a causa delle onde che frangono a prua. Dopo le prime otto miglia entriamo ad Agios Ermoni, un posto a me noto dal 2019, durante la discesa verso Rodi da Istanbul. Scelgo il medesimo posto all'angolo. Qui possiamo fare anche un pieno di acqua e un po' di spesa al supermercato.
All'indomani sveglia presto in modo da partire prima dell'alba quando il Meltemi ancora dorme. Riusciamo così a navigare per 12 miglia e ad arrivare a Mandraki sull'isola più grande delle Oinusse dove un porticciolo in un ambiente da paradiso ci offre ospitalità e acqua. Quasi gratuito (5 euro al giorno), come spesso accade in Grecia. Nei giorni successivi ci sarà un bel vento. Noi siamo al sicuro e tra bagni, camminate e riposo in barca e al circolo nautico sapremo come passare le giornate. Sabato sembra il giorno giusto per fare il prossimo passo verso Nord: Lesbo.

Iside ancorata nella baia Mourtià - SamosBaia Emporio Khios. Iside legata agli scogliKhios meridionale. Cura del lentiscoKhios meridionale. Vallata di lentischiPunta Katomeri - Agias ErmioniOrmeggio presso il porto di Oinusse

Lesbos

16 Luglio 23 Luglio

Ormai l'abbiamo capito. Con il Meltemi è meglio navigare di notte, se si vuole andare verso nord. Ma siccome non ci va di passare le notti in bianco, ci svegliamo presto. Così alle cinque del mattino accendo il motore, tiriamo su l'ancora e via. Fortuna, perché verso le undici il vento rinforza e ci costringe a fare le ultime due ore con le onde che frangono sulla prua. Decidiamo di ripararci e passare la notte nella baia Mersinia. La baia presenta due braccia. Dopo aver fatto pranzo nel braccio destro che ha fondali che vanno subito abbassandosi, ci spostiamo in quello di sinistra, dove riusciamo ad ancorare sugli otto metri con tenuta migliore dell'ancora. Passiamo una magnifica serata nella baia solitaria a contemplare le stelle.
Le cose si mettono malino per i prossimi giorni. Ci svegliamo con il vento che sta lentamente aumentando. Conclusione, raggiungiamo il marina di Mitilini a poco più di 15 miglia di distanza. Il marina è ben protetto e il prezzo è onesto. Per 20 euro al giorno stiamo ormeggiati con tutti i servizi. Viene offerto anche il servizio di due lavatrici ad uso gratuito. Ottima occasione per lavare la biancheria accumulatasi finora. Mitilini l'avevo già conosciuta tre anni fa tornando da Istanbul. Non mi fece una buona impressione. Impressione decisamente migliorata questa volta, anche se rimane una città con un grande porto, con tutte le conseguenze immaginabili. Rimane indimenticabile il giro in macchina che facciamo il mercoledì. Arriviamo fino al parco della foresta pietrificata che si trova vicino Sigri. Decisamente una visita da non perdere.
I giorni passano e il Meltemi si calma. Venerdì sembra il giorno giusto per fare il successivo passo verso nord. Infatti per alcuni tratti incontreremo addirittura calma di vento. Dopo circa sette ore di navigazione a motore, entriamo nel porticciolo di Mithimna. Avevo passato una notte tre anni fa a Mithimna, e avevo avuto l'impressione di un angolo di paradiso. Volevo condividere questo posto con Imma e poi volevo andare fin su al castello. Quindi varrà ben due giorni di ormeggio in questo piccolo ma grazioso porticciolo.
L'impressione avuta questi giorni è meno romantica di quella che ricordavo. Mithimna è una località turistica un po' troppo piena di taverne,bar e negozietti nella quale si fatica a trovare un forno e un fruttivendolo. Il business turistico è arrivato anche qui. L'intenzione era di rimanere anche domenica ma sorpresa negativa. Sulla spiaggia c'è un locale con musica ad alto volume per cui si fa fatica a dormire. Stiamo arrivando ad agosto!

Iside alla ruota nell' Ovala MersiniaPasseggiata attorno la fortezza di MitiliniParco della foresta pietrificata da venti milioni di anniPartenza da Mitilini, vista della fortezzaIl porticciolo di Metimna al tramonto

Efstratios

Limnos

24 Luglio

15 Agosto

La mattina si parte presto all'alba. Proviamo a fare rotta per Moudros sull'isola di Limnos. Ci rendiamo subito conto che la direzione del vento era di prua, allora cambiamo destinazione.
Efstratios è un'isola che volevamo vedere e la rotta per raggiungerla ci permette di fare una comoda veleggiata di bolina larga. Prima di arrivare incontriamo un numeroso gruppo di delfini. Non ne avevo mai visti tanti. Ci hanno accompagnati per un bel po' regalandoci quell'allegria ed emozioni che solo loro sanno dare.
Ad Efstriatos troviamo il molo riservato al transito, quasi pieno. Non entrano più di cinque barche e quindi, essendo arrivati per ultimi ci tocca il posto più scomodo, in fondo sul lato esterno. In effetti Iside si muoveva un bel po'. Le previsioni parlano di un vento che scenderà parecchio durante la notte, per cui decidiamo di procedere per Limnos.
Purtroppo una perturbazione di passaggio cambia completamente i nostri piani e anche quelli di altre due barche. Siamo usciti in quattro e alla fine rientreremo in tre. Dopo essere rimasti all'ancora nel porto, per circa un'ora sui 30 nodi di vento e pioggia compresa, ci mettiamo all'inglese sul lato interno del molo, il più possibile vicino al rubinetto dell'acqua. A questo punto visto il posto delizioso, l'esigenza di riposo e il vento che sarebbe salito nei prossimi giorni, decidiamo di rimanere qualche giorno, fino a domenica mattina.
Efstriatos è un'isola piccolina per cui molto tranquilla, anche ad agosto. E' molto ospitale. L'isola è piena di sentieri che salgono in alto e offrono viste spettacolari sull'isola e sul mare. I giorni passano tra bagni e camminate, arriva domenica con il suo debole vento. Usciamo dal porto e ci dirigiamo verso le baie a sud ovest di Limnos. Diciotto miglia al motore con il vento che rinforza poco prima di arrivare. Alla fine scegliamo di ancorarci nel lato destro della baia Ay Pavlou. Il posto è disabitato e senza case, di conseguenza senza luci di notte. Lo scenario ideale per guardare le stelle. Purtroppo è già visibile il primo quarto di luna che posizionata a ovest, sparirà solo a tarda notte. Ci svegliamo alle tre con il vento che rinforza. Rimango nel sonno leggero fino alle sette. Tempo di preparare il te e lasciamo la baia.
Entriamo nel porto di Myrina verso mezzogiorno. Fortunatamente troviamo un posto libero. Nel pomeriggio si mette vicino a noi, sul lato sopravvento, una barca a motore che ha tenuto acceso il generatore tutto il tempo, fino alla loro partenza due giorni dopo. Suoni e profumi da tangenziale di Milano. Partiti loro, torna la pace e l'aria pura. I giorni passano. C'è tempo per lunghe chiacchierate con l'amico Kivanc, per lunghe camminate, e l'esperienza fantastica dell'uscita di pesca con Antonio, Poppi e la loro barca. Un pranzo di pesce memorabile con balli e nuotate nella bellissima baia Stiri. Mercoledì 10 agosto, sembrava aprirsi una finestra con venti più tranquilli in modo da poter muoversi verso nord, verso Samotracia. Ma appena usciti dal porto siamo costretti a optare per il piano B. Il vento reale si attestava intorno ai 20 nodi.
Procediamo verso sud per poi costeggiare Limnos e entrare nella baia di Moudros. Arrivati a vela, all'ingresso della profonda baia, riusciamo con fatica a risalire a motore le quattro miglia fino al porticciolo. L'ingresso e l'ormeggio nel porticciolo non è privo di qualche apprensione. Così decidiamo di stare in questo posticino tranquillo fino a lunedì prossimo, quando, a quanto pare, si stabilirà un campo di alta pressione su buona parte dell'Egeo con sostanzialmente pressione costante.
Il 15 agosto sembra la giornata giusta per partire da Moudros. Infatti il vento ci spinge dolcemente per uscire dall'omonimo golfo. Purtroppo dopo aver girato attorno alla punta sudorientale dell'isola occorre salire tutto il lato orientale con il motore. Molto interessante la navigazione lungo questo lato. Sembra un'isola diversa, spopolata. All'estremo nord si trova la punta Plaka e un miglio prima la baia omonima con un porticciolo di pescatori e tanto fondo sabbioso dove calare l'ancora. Una serata meravigliosa come poche nell'Egeo. Calma di vento, silenzio e tramonto strepitoso. Non so cosa ci sia di meglio in paradiso.
Iside ormeggiata al molo di EfstratosCamminando tra le capre di EfstratosIl tramonto dal castello di Mirina con sullo sfondo Monte AthosIl porto di Mirina visto dal castelloBattuta di pesca con pesce fresco fritto con la barca di Antonio e PoppiIside ormeggiata nel porticciolo di MoudrosIside ancorata nella baia Plaka (Limnos)

Samotracia

16 Agosto

20 Agosto

Al mattino, dopo il tè sorseggiato con lentezza, c'è voluta fatica per abbandonare baia Plaka.
Un debole vento da sud ci permette di tenere una buona velocità per raggiungere Kamariotissa entro le due, così da poter far pranzo ormeggiati all'inglese.
Samotracia non è una destinazione importante per il diporto nautico: non ci sono baie e il porto non è molto ospitale. Colonnine che non funziona e pavimentazione grezza. Sono disponibili dei rubinetti con l'acqua.
Le attrazioni di quest'isola sono da ricercare nell'entroterra. Vi sono servizi di pullman che permettono di lasciare Kamariotissa e di raggiungere i posti di maggiore interesse. Se si è dei buoni camminatori, è possibile fare a meno di noleggiare una macchina. Un pullman porta direttamente alla Chora, da dove è possibile con una camminata di tre chilometri, raggiungere il santuario dei grandi Dei. Località da non mancare,tra l'altro in questa area archeologica i francesi hanno trovato la Nike di Samotracia che adesso è visibile al Louvre. Visitare questo luogo, per come e dove è messo, è un'esperienza spirituale. Io l'avevo già fatto nel 2019 ma volentieri ci sono tornato. Anche la Chora è notevole. Si trova in alto e per questo motivo offre punti di osservazioni sull'isola e sul mare molto suggestivi.
Almeno un giorno va dedicato alla scoperta delle cascate. Quelle più alte sono del fiume Fonia. Queste cascate danno luogo a dei laghetti nei quali è possibile fare il bagno. Un pullman parte dal porto e passando per Therma, raggiunge la foce del fiume. Da lì, un lungo sentiero porta fino alle cascate.
Alla fine passano anche questi quattro giorni a Samotracia e sembra che un po' di vento comincia a tirare verso sud. Decidiamo di iniziare la nostra discesa. Molti posti ancora ci aspettano scendendo e quindi prua verso sud.

Sito del santuario dei grandi deiSentiero lungo il fiume Fonia, verso le cascateLa prima cascata con il primo laghettoSito del santuario dei grandi dei

Ritorno verso sud

Lemnos

20-27 Agosto

Lesbo

28-31 Agosto

Facciamo la navigazione da Kamariotissa a Mirina quasi tutta a motore. Quei pochi nodi di vento li abbiamo di poppa.
Raggiungiamo Mirina nel primo pomeriggio e ci rendiamo subito conto che lo scenario è cambiato rispetto a dieci giorni fa. Sul molo ci sono parecchi spazi e anche in giro c'è meno gente. Persino il prezzo delle macchine è sceso, dai 70 euro siamo passati a 45!
Purtroppo è in arrivo una perturbazione profonda che durerà tre giorni. Inizialmente era previsto solo pioggia ma arriva anche il vento forte, da ovest. Proprio dove il porto è aperto. Quindi mercoledì che sarà il giorno peggiore arriverà anche una bella onda che girerà verso il molo. Tanta apprensione, motore acceso, ancoraggio da rifare, ma fortunatamente nessun danno.
Venerdì io e Imma prenderemo la macchina per fare un giro e in particolare per andare a vedere le dune del deserto di Limnos, unico deserto in Europa. Ci rimane tempo per andare a vedere l'area archeologica Poliochni che purtroppo era chiuso. Il luogo è comunque impressionante e ne è valsa la pena arrivarci. Volevamo anche vedere la Panagia Kakaviotissa, ma alla fine ci si è fatto tardi. Sarà per un'altra volta. Limnos è un'isola dove si torna molto volentieri. Come dice il mio amico Kivanc, ci si sente a casa.
La sosta a Mirina ci è servito anche per fare lavatrici e scorte di quello che avremo bisogno fino a Karlovasi. Sabato sul tardi usciamo dal porto e andiamo nella baia Pavlo, sul lato occidentale. Il fondo sabbioso fa sì che l'ancora entra e tiene meravigliosamente. Questa notte non lavorerà molto, il vento sarà pressoché assente.
La sveglia suona presto il giorno dopo. All'alba si salpa. Ormai l'alba si fa attendere, le giornate sono sempre più corte. Riusciamo a partire verso le sei, con quel poco di vento che ci accompagnerà tutto il giorno e che accompagnerà il motore, in modo da raggiungere la prossima destinazione. Metimna sul lato settentrionale di Lesbo dista circa 60 miglia. Due giorni in questo posto molto bello ci permetteranno di riposarci e di visitare il castello che trovammo chiuso all'andata. Alla fine non riusciremo a vederlo per la giornata di chiusura. Sarà per la prossima volta. Lasciamo Metimna o come la chiamano ancora i greci, Molivos, per raggiungere la bellissima baia presso Sigri, sul lato occidentale dell'isola. Il fondo è ottimo, sabbia, l'ancora fa presa immediatamente. Paesaggio stupendo. Siamo arrivati per primi e in serata eravamo solo tre barche. Piacevole giro nel paesino sul mare ormai sfollato. Le giornate sono più brevi ma il sole caldo fa venir voglia di tuffarsi. Sorpresa: l'acqua è molto fredda a Sigri, la più fredda mai incontrata.

Costruzioni in pietra nel deserto di LimnosDeserto di LimnosNelle stradine di Mirina ci troviamo spesso da soliIside ormeggiata a Metimna (Molivos)Iside Ancorata a Sigri (Lesbo)
Ritorno verso sud

Khios

Psara

1-15 Settembre

La mattina salpiamo l'ancora subito dopo un buon caffè preparato con la moka che usiamo ogni mattina. Il tè lo prenderemo uscendo dalla baia. Sono indeciso se puntare su Psara o sul porticciolo di Volissos. La settimana successiva avremo tre giorni di Meltemi forte e occorre valutare quale delle due soluzioni sia più confortevole e che consente di stare una settimana facendo cose interessanti. Alla fine scegliamo Limnia, il porticciolo di Volissos.
All'ingresso abbiamo anche una piacevole sorpresa: hanno costruito un piccolo marina con tanto di colonnine per acqua e corrente. Quando viene l'incaricato a riscuotere il dovuto, ci dice che corrente e acqua sono comprese nei cinque euro al giorno per l'ormeggio. Magica Grecia. Visto che ormai siamo in poche barche, ci ormeggiamo all'inglese usando le trappe per allontanare le barche dalla banchina. Il porticciolo è aperto a sud ovest, per cui il meltemi nei giorni successivi si farà solo sentire ma non darà alcuna preoccupazione. Le camminate quotidiane per raggiungere Volissos, distante poco più che due chilometri, necessarie per gli approviggionamenti, saranno piacevoli. Purtroppo essendo il paese piccolino, ha solo un mini market e un forno a legna di altri tempi che cuoce un buon pane, di un solo tipo! La strada per raggiungere Volissos è piena di grandi pini ai lati che garantiscono ombra e freschezza e non nascondono le viste panoramiche sul mare e sui paesaggi circostanti.
Martedì decidiamo di andare a vedere il capoluogo di Khios che ha lo stesso nome dell'isola. La vista del porto conferma che non si tratta di un porto raccomandabile per barche da diporto. Grande e con un fetch enorme che nel caso di Meltemi crea onde nel porto che frangono sulle barche ormeggiate sul lato sud. La città offre negozi di ogni genere. Rimangono nella nostra memoria i due cornetti con cioccolata e wild cherry mangiati per colazione. Altissima pasticceria ellenica!
Piano piano il Meltemi si calma e con una bella veleggiata raggiungiamo Psara. Il porto è ben protetto, però al contrario di come dice Heikel nel suo portolano, il fondo è scarso tenitore, a meno che non si butti l'ancora a molta distanza. A 30/40 metri dal molo ci sono ancora parecchi sassi. Alla fine ci mettiamo all'inglese, come fanno altre due barche che arrivano dopo.
Facendo a piedi i sentieri che escono dal paese, che si sviluppa tutto attorno al porto, si gode di viste meravigliose sulla vicina Antipsara, sugli interni selvaggi di Psara e sui tramonti nel mare. Nonostante siamo a settembre è ancora molto vivace il via vai nel porto già fin dalle prime ore del mattino, e la sera, le taverne diffondono un rumore di voci fino a tardi.
Domenica, con comodo ritiriamo le cime di ormeggio e ci dirigiamo verso Khios. Venti miglia ci separano dalla profonda baia di Mestà che raggiungiamo all'ora di pranzo. Il posto ci delude. Il moletto a T sembra l'unico posto idoneo per ormeggiarsi. Purtroppo è pericolante visto la grande crepa e il cedimento di una parte. Tra l'altro non è nemmeno possibile arrivarci da terra in quanto chiuso. Per il resto c'è un grade e alto molo di cemento, sul quale sono ormeggiate una nave con carburante e una nave per lavori e manutenzioni. Visto che avevamo fame, decidiamo di far pranzo sperando che il molo avesse retto ancora un po!
Dopo pranzo lasciamo Mestà e ci dirigiamo nel vicino porticciolo di pescatori del paesino Lithi. All'arrivo rimaniamo sorpresi molto positivamente sia per il ridosso sia per lo spettacolo di paesaggi e del paesino in alto. Ci ormeggiamo all'interno del lungo molo nord dove non c'era nessuno. Rimarremo da soli nei prossimi giorni. Meraviglia. C'è anche il rubinetto dell'acqua! La camminata per arrivare al paesino è ripida ma non lunga. E nel paesino, tipico delle Sporadi, c'è il necessario per fare cambusa.
Paesaggi di ChiosPorticciolo di Limnia visto dall'altoIside ormeggiata a Limnia (Chios)Camminando per PsaraPorticciolo di Lithi visto scendendo dal paeseSito del santuario dei grandi dei